Palermo umano ma cinico: per il Fc Messina k.o. immeritato

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Pubblicato il 29 Settembre 2019 in Primo Piano

Vince il cinismo del Palermo. Una squadra molto più umana di quanto si pensi. Ma cinica come deve essere ogni battistrada che si rispetti. Al punto che una punizione, in cui il piazzamento della barriera lascia a desiderare, basta per consegnare tre punti d’oro alla squadra di Pergolizzi.

IL MURO REGGE – Costantino si affida ad un’inedita idea tattica, alle certezze e al silenzio pre-partita. Nessuna parola spesa dal tecnico alla vigilia. Scelta concordata con la squadra a margine della suggestiva rifinitura del Celeste. Un’idea che ben esprime il peso attribuito ad una gara che può rimescolare le carte del torneo o al contrario apportare sostanza all’idea che il Palermo sia inarrivabile. Il Fc Messina rimane fedele a se stesso anche quando in ballo c’è qualcosa di più della posta in palio: questa è una sfida che ha un valore prospettico un po’ per tutte le contendenti al trono. Ma è solo una questione di interpreti e non di sistema tattico, perché per la prima volta Costantino rinuncia al tridente e sceglie un più coperto 4-4-2: la posizione di Carrozza, insomma, è quella che fondamentalmente segna la rottura con il passato, col numero 11 spostato largo a destra, ma sulla linea mediana. Nessuna sostanziale sorpresa, invece, nella scelta dei profili per lo scacchiere titolare. L’unico ballottaggio in casa Fc (e in porta) lo vince Aiello ai danni di Oliva, le cui quotazioni erano cresciute esponenzialmente in settimana, salvo poi ritrovarsi di fronte alla conferma del collega di reparto. In difesa si registra il ritorno di Casella nello slot di terzino destro: dall’altro lato del campo spazio a Quitadamo, con in mezzo il duo Domenico Marchetti-Fissore. Il centrocampo è il consueto copia-incolla di ogni domenica, con l’abbassamento di Carrozza cui abbiamo accennato: Giuffrida, solitamente “play” basso, gioca da interno in coppia con Alessandro Marchetti. Fascia sinistra assegnata al palermitano Correnti. Che ha in questa sfida più di una motivazione, così come il concittadino Carbonaro, che nel Palermo ha fatto tutta la trafila fino alla prima squadra. Oggi in tandem con il portoghese, e capocannoniere del torneo, Aladje Gomes. La soluzione tattica di Costantino – “conservativa” ma giustificabile dallo spessore dell’avversario – condiziona lo spartito del primo scorcio di gara: una sfida molto abbottonata, in cui la fase di studio si protrae ben oltre gli standard cui è abituato il Fc Messina. Nessuna forzatura, poca ricerca dei corridoi verticali. Ma d’altra parte tutto questo impedisce anche agli ospiti di trovare spunti offensivi significativi. Tradotto: 25 minuti di nulla. Ma è pur vero che a dettare il ritmo gara sono gli ospiti, che però fanno una fatica immane negli ultimi trenta metri. Perché la fase difensiva progettata da Costantino regge eccome. I tentativi sporadici dei rosanero non sono degni di apparire sul taccuino. Almeno fino allo strappo di Felici, il migliore dei suoi, che costringe Aiello alla parata della domenica. É il momento più vivo, questo, per la banda di Pergolizzi: la manovra diventa sempre più pungente e la presenza rosanero nella metà campo dei padroni di casa si intensifica. É il momento chiave, quello in cui il Fc è chiamato a stringersi per arrivare indenne al finale del primo round. Missione compiuta senza sorpresa.

TRE PUNTI IN UN LAMPO – Al via della ripresa il piglio dei giallorossi è diverso: Carbonaro regala la prima incursione della gara e scaglia il tiro sull’esterno della rete. Da attendista a propositivo: è il passo chiesto da Costantino nel suo piano gara diviso in due capitoli. Ma questa, si era detto, è la tipica sfida dove alla fine gli episodi pesano come macigni: eccolo, quello che spacca la partita. Ficarotta trova la migliore soluzione possibile dal piazzato, e beffa Aiello sul primo palo. Lezione di cinismo che incenerisce il progetto di Costantino. Costretto a questo punto a sparigliare le carte: 4-2-3-1 è il nuovo codice tattico registrato al momento dell’ingresso di Melillo, che rileva Quitadamo – che in realtà aveva giocato più che bene – e innesca l’arretramento sulla linea difensiva di Alessandro Marchetti, dirottato a sinistra. Costantino si gioca pure la carta Bevis e il francese sventaglia da lì a poco un bel pallone per Carrozza: esterno di prima che si schianta sulla traversa. Mani ai capelli. Stesso epilogo dopo il colpo di testa di Marchetti su corner, con la palla che sfila a qualche centimetro dal palo. Il Palermo è alle corde, ma al Fc servono energie supplementari per trovare l’affondo letale. Però l’ansia da cronometro prende possesso della formazione giallorossa, che non trova la reazione sperata. Vince il Palermo. E questo non è un buon segno per le pretendenti al trono.

Lotta playout, quali le prospettive, secondo te, per il Messina?

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FC MESSINA 0

PALERMO 1

MARCATORE Ficarrotta al 15’ s.t.

FC MESSINA (4-4-2) Aiello; Casella, Marchetti D., Fissore, Quitadamo (dal 18’ s.t. Melillo); Marchetti A. (dal 35’ s.t. Bevis), Giuffrida, Correnti, Carrozza; Gomes, Carbonaro. (Oliva, Puleo, Gioria, Santapaola, Chiappino, Miele, Pini). All. Costantino

PALERMO (4-3-3) Pelagotti; Doda, Lancini, Crivello, Vaccaro (dal 26’ s.t. Ambro); Kraja (dal 27’ s.t. Peretti), Martin, Martinelli; Ficarrotta (dal 30′ s.t. Langella), Ricciardo (dal 41’ s.t. Sforzini), Felici. (Fallani, Bechini, Rizzo Pinna, Mauri). All. Pergolizzi

ARBITRO De Angeli di Milano

NOTE Ammoniti Melillo, Martinelli. Corner 4-4 Recupero 0’ e 3′.

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