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Matera-Messina, il sentiero verso l’epica
Il Messina che si esalta ancora dinnanzi al nuovo ciclone. Come se avesse una straordinaria capacità di interpretare la realtà circostante, trovando ogni volta inediti stimoli.
Il Messina che si esalta ancora dinnanzi al nuovo ciclone. Come se avesse una straordinaria capacità di interpretare la realtà circostante, trovando ogni volta inediti stimoli.
Non è la svolta, ma di certo il segnale è di quelli importanti. Il Messina torna a racimolare punti lontano dal San Filippo dopo aver collezionato disfatte in serie. Secondo risultato utile consecutivo, dopo la vittoria con il Monopoli della scorsa settimana.
Lucarelli e la sua truppa nella settimana che sta per concludersi si sono occupati esclusivamente di preparare la sfida di Caserta. Non era mai successo prima, o almeno non era mai successo da quando il tecnico è sbarcato in riva allo Stretto.
Azionare la leva dell’orgoglio. Guardare all’avversario e non pensare ad altro, nemmeno al fatto che questo sia il derby dello Stretto meno sentito della storia di una sfida tra le più affascinanti del calcio italiano.
Lucarelli la scorsa settimana aveva parlato di effetto San Filippo. Per far passare sostanzialmente un messaggio: il Messina stenta a far decollare il gioco a causa di un terreno che non aiuta lo sviluppo di una manovra articolata in fase di costruzione.
Una sconfitta che assume le sembianze di un macigno. Per il risultato, per le dinamiche, per gli effetti collaterali oggettivi (sulla classifica) e quelli potenziali (sulla salute mentale del gruppo).
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