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Messina-Rotonda, l’arte di distruggere il calcio
Un pomeriggio che non ammette scuse. Il Messina che non va oltre il pareggio contro l’ultima in classifica non è molto distante da quello, insufficiente, visto nell’ultimo mese.
Un pomeriggio che non ammette scuse. Il Messina che non va oltre il pareggio contro l’ultima in classifica non è molto distante da quello, insufficiente, visto nell’ultimo mese.
Non basta un nome per scrivere la storia. Non basta un acronimo per fare una squadra, non bastano le parole per creare la realtà.
L’illusione della vittoria non ingannerà più nessuno. Il Messina visto fin qui non può più meritarsi credito: avvilito dal suo cammino incerto cerca, adesso, quella continuità mancata tutta la stagione.
Cinque partite prima di Natale. Un mese di dicembre che dirà le prime parole sul nuovo Messina, o almeno su quello che sembra poter nascere.
Una serie di sconfitte mortificanti. Il Messina di Oberdan Biagioni ha perso la retta via immediatamente, il tris rifilato al Gela aveva illuso per poi diventare fumo sotto i colpi di Città di Messina e Portici.
Il Messina non parla più, lo fa in attesa di decisioni che si faticano a comprendere. Rimane in silenzio una società che, in realtà, non ha mai parlato davvero.
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