Cavese-Messina, la mia banda suona il rock

Pubblicato il 13 Marzo 2025 in Primo Piano

Questa squadra si può salvare. Il pari del Messina sul campo della Cavese mostra una squadra viva, organizzata e capace di reagire a errori propri e non solo. La sconfitta della Casertana fa guadagnare un punto, ma più dei conti in classifica pesa la grande forza morale di un gruppo penalizzato dai comportamenti dei vertici del club.

CUORE E TESTA – L’andamento della sfida condiziona anche il giudizio e la fase di analisi. Ma mai come in questo, la fase episodica del match conserva un peso specifico decisivo. Andiamo con ordine, perché al Lamberti si giocano tante partite all’interno della stessa. Banchieri (voto 6,5) torna al rombo e alla doppia punta, scelta ideale per andare a infastidire una difesa schierata con i tre centrali. Il piano gara diventa subito chiaro: attaccare la profondità. Messina corto, che si muove come un blocco unico per recuperare basso e spedire il pallone dall’altra parte per far correre all’indietro la linea avversaria. De Sena e Luciani sono protagonisti di una prestazione di alto profilo tattico, con l’aggiunta in fase di sacrificio di Pedicillo. Giallorossi che pressano forte guidati da Petrucci e accompagnano la manovra sempre con puntualità. Crimi parte un filo aggressivo, forse per mandare un segnale deciso, ma si becca un giallo che pesa in vista del Catania. Fuori Gyamfi per infortunio e dentro Lia reduce da venti giorni di stop. Insomma, le difficoltà ci sono ma non sembrano pesare. Cavese banale, monca in avanti visto che Sorrentino e Chiricò sono prede facili per Gelli e Messina che produce gioco. Luciani calcia e scalda le mani di Boffelli, Petrucci sfiora il palo e il vantaggio sarebbe il contributo minimo che il calcio deve ai giallorossi. Arriva. Ci pensa Lia a premiare il bel movimento di Luciani, a cui il centravanti aggiunge stacco e testata indirizzata. Bellissima rete, da attaccante convinto. Luciani è ragazzo ancora giovane e come spesso gli accade, se va bene la prima palla tutto si mette in discesa. Cresce dentro la partita, sbaglia il raddoppio poco dopo quando serve troppo generosamente Pedicillo e poi spara alto la respinta della difesa. Ma sono tutti segnali da calciatore in ritmo. Non è il centravanti pasticcione e sempre in fuorigioco delle ultime uscite. Il primo tempo del Messina è martellante, con la Cavese che non è pervenuta in avanti se non per qualche calcione dalla distanza. Giallorossi intensi, organizzati, fortissimi in fase di recupero palla e veloci in verticale. Il risultato è stretto, perché tra Luciani e Garofalo sarebbe potuta arrivare la rete del raddoppio.

BLACKOUT E REAZIONE – Dopo un primo tempo del genere la cosa importante è ripartire forte. Invece no, perché il Messina non approccia con la stessa attenzione della prima frazione e fatica un attimo di troppo per prendere le misure al nuovo entrato Fella. Però, la prima svolta della gara arriva da un fattore esterno: l’arbitro. Zanotti si inventa il rigore che porta al pari, condizionato da un movimento innocuo di Luciani su cui sbatte Loreto dopo aver calciato. Il penalty non c’è. Inutile fare analisi approfondite, perché la gamba di Luciani fa un movimento congruo. Chiricò sbatte su Meli, ma la respinta favorisce una seconda chance. Ok, pareggio. Di quelli che danno fastidio, ma il Messina pare ampiamente padrone del suo destino. Il delirio è in arrivo, così dopo l’1-1 succede di tutto. Fella calcia dalla media distanza, Meli parte quando è ormai troppo tardi e la botta pesa parecchio. Cavese avanti, senza sapere come e senza meritarlo. Uno svantaggio che fa male, infatti il Messina spegne il cervello per qualche minuto e pare crollare. Marchisano fa di tutto a sinistra, Sannipoli insacca di testa sfruttando il solito malinteso tra Marino e un compagno. Finita. Almeno, è questo il verdetto più logico. No, perché è una partita delirante. Passa un minuto e il Messina accorcia, ma da ora in poi non c’è più analisi perché diventa una partita di puro cuore. Dell’Aquila inventa per De Sena, Boffelli sbaglia e Luciani insacca. Chi ha spento la tv incazzato si sta per perdere il pari, perché un paio di minuti dopo tocca a Garofalo illuminare ancora per Luciani; bravissimo nel prendere il tempo alla difesa e firmare il tris saltando anche il portiere. Blackout di otto minuti, reazione incredibile in tre. Messina vivo e che non vuol tornare a casa con una sconfitta, che sarebbe la quarta e saprebbe di resa. Inoltre, il merito ogni tanto deve farla da protagonista. Perché la squadra di Banchieri non avrebbe meritato di perdere, perché il tecnico aveva vinto la sua sfida tattica contro Maiuri, non una cosa semplice dato che l’allenatore dei campani è uno dei più difficili da affrontare. Il rigore inventato e l’errore di Meli sono i fattori extra che incidono sulla partita, la rete di Sannipoli rientra nel down mentale figlio di due strattonate inattese. Reagire non era scontato, farlo con qualità e volontà ancora meno. Poteva anche arrivare una reazione confusa, di cuore ma disordinata. Invece no, il Messina ha idee e gioca. Stavolta la gestione è lineare, corretta in ogni passaggio. Vengono sfruttate caratteristiche ed energie. Il pari, alla fine, è risultato positivo perché fa guadagnare un punto sulla Casertana caduta ad Altamura, ma resta vivida la sensazione che i giallorossi avrebbe meritato di più.

DIGNITÀ – Conta il giusto, perché il vero messaggio lanciato al campionato è l’essere ancora in corsa. Nonostante tutto. Banchieri rivela come le maglie bagnate del primo tempo non siano state cambiate perché non c’era una nuova muta. Ci sarebbero altre vicende da raccontare, ma a tempo debito. Che questo gruppo squadra – capitanato da Roma e Banchieri – stia facendo qualcosa di moralmente alto è indubbio, evidente e rappresenta il vero schiaffo etico che Sciotto e Cissè devono subire in vergognoso e umiliato silenzio. Il Messina sul campo si può salvare, anzi potrebbe anche finire molto vicino alla Casertana. Dal punto di vista tecnico il discorso salvezza è ampiamente aperto. Come detto qualche giorno fa, però, questa squadra ha il diritto di correre per un obiettivo reale. Di non portare a casa una salvezza fittizia, cancellata poi dalla fine societaria. Sarebbe un colpo al cuore che squadra e tifoseria non meritano. Sciotto e Cissè si sono rivelati per quelli che sono: spariti, scappati via di fronte alle loro responsabilità. Celati dietro frasi fatte e cazzate lacrimose giustificanti del nulla. Finte sofferenze e difficoltà inventate. Non meritano più alcun rispetto morale. Il loro palesato disinteresse li incasella tra color che non possiedono più la possibilità di essere ascoltati o compresi nelle loro motivazioni. No, sono solo colpevoli. Potrebbero chiudere almeno con un ultimo sussulto di dignità, potrebbero levarsi di torno (anche questo concetto lo ripetiamo). Potrebbero (anzi dovrebbero) farlo senza nulla a pretendere, senza far perdere ulteriore tempo alle persone serie. Rispondano al sindaco, mettano insieme il 100% di questa società nella maniera legale più veloce e cedano (A ZERO EURO) la proprietà ad altri. Non a chiunque, ma a chi dimostrerà – e questo è il vero ruolo di responsabilità del sindaco Basile – di poter dare un futuro al Messina.

Meli 5
Respinge il rigore di Chiricò, ma poi apre la porta al raddoppio di Fella e commette un’altra serie di errori e incertezze.

Gyamfi s.v.
Troppo poco per essere giudicato. (dal 20′ p.t. Lia 6,5: entra a freddo, però firma immediatamente l’assist del vantaggio e in generale gioca una partita di grande intensità)

Gelli 6,5
Un muro. Gli attaccanti della Cavese ci sbattono contro, difficilmente puoi sorprenderlo nell’uno contro uno. Sempre preciso in fase di impostazione.

Marino 5,5
Meno perfetto del compagno di reparto, soffre un po’ la velocità di Chiricò. In occasione della terza rete scala male sui movimenti degli avversari.

Haveri 6
Buon primo tempo soprattutto in fase di spinta, nella ripresa mette un paio di pezze quando la Cavese prova a sorprendere in contropiede; anche se nell’azione del terzo gol potrebbe fare di più.

Garofalo 6,5
Grande prestazione dal punto di vista dell’intensità. Spinge, appoggia e poi rincorre. Nel primo tempo avrebbe la palla del raddoppio ma è impreciso. Bellissimo l’assist per il terzo gol di Luciani.

Petrucci 6
Primo tempo in cui si divide tra regia e primo pressing, sfiora anche la rete. Cala alla distanza dal punto di vista fisico, ma è la luce del centrocampo giallorosso. (dal 28′ s.t. Buchel 6: entra con ordine in una fase in cui serviva lucidità)

Crimi 5,5
Irruente quando entra in leggero ritardo beccandosi un giallo inutile che gli farà saltare il derby. In generale è una prestazione meno precisa del solito. (dall’11’ s.t. Dell’Aquila 6,5: entra con lo spirito giusto e col sinistro arma De Sena per ispirare la seconda rete giallorossa)

Pedicillo 5,5
Gara di sacrificio tattico, brilla meno rispetto ad altre uscite e non riesce a incidere come potrebbe.

Luciani 8
Prestazione di alto livello tattico e ottima in fase di realizzazione. Bellissimo lo stacco che vale il primo gol, rapace per il secondo e tecnicamente perfetto per il terzo. Ne potrebbe fare almeno un altro. Fosse sempre questo, ma la crescita passa da serate del genere.

De Sena 6
Sacrificio e movimento continuo, buona prestazione a servizio dei compagni con un paio di imbucate precise. Calcia sempre nel caos, ma da un suo destro nasce l’errore del portiere avversario e il raddoppio di Luciani. (dal 28′ s.t. Costantino 5,5: non riesce a entrare in partita, tocca pochi palloni e pare sempre un filo in ritardo)

CAVESE Boffelli 5; Saio 5,5, Peretti 5,5, Loreto 5; Rizzo 5,5 (dal 41′ s.t. Diarrasouba s.v.), Sannipoli 6,5, Pezzella 5,5, Vitale 5 (dal 1′ s.t. Fella 7), Marchisano 6,5 (dal 20′ s.t. Rossi 5,5); Chiricò 6 (dal 26′ s.t. Verde 5,5), Sorrentino 5 (dal 20′ s.t. Vigliotti 5). All. Maiuri 6

*foto copertina: Acr Messina – Facebook ufficiale | ph. Francesco Saya

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