
Se non c’è sofferenza che gusto c’è? Il Messina sceglie questa via impervia per strappare la qualificazione alla finale di Firenze contro il Matelica. Una gara che emoziona dal fischio d’inizio a quello conclusivo, una partita senza senso logico ma che finalmente anima i colori giallorossi.
CHE FOLLIA – L’approccio della squadra di Oberdan Biagioni (voto 6,5) è spaventoso: linee mal distanziate, giocatori sfalsati e una prateria che si apre per il vantaggio abruzzese. Di Paolo scuote un San Filippo tornato vivo per una serata che profuma di passato, Tozzi Borsoi non riesce a deprimerlo nonostante il doppio svantaggio. Il pubblico non molla e il Messina riparte, gioca finalmente la gara che doveva, tiene bassi gli avversari e li aggredisce con intelligenza. Catalano è calciatore di altre categorie, probabilmente solo per la sua altissima percentuale di presenza nelle azioni che portano al gol. Il Messina cresce grazie a lui, animato da un Arcidiacono che riesce a dare fondo a qualsiasi energia e un Traditi dominante dal punto di vista della personalità. È la vittoria dei ragazzi, inutile fare molte analisi di carattere tecnico-tattico, il Messina rinasce quando la squadra prende coscienza. L’approccio è sbagliato, forse anche la formazione scelta da Biagioni rimane discutibile, quello che è innegabile sono l’abnegazione e la volontà che questo gruppo mette in campo. La finale di Firenze la vogliono fortemente, la trovano solo grazie a loro stessi, una serata per cui ricevere solo complimenti e non dire grazie a nessuno. Esistono giornate così, quelle in cui ti guardi negli occhi e capisci, sai dove devi andare e come fare: il Messina, i ragazzi in campo, riesce a capirlo dopo due schiaffoni ben assestati. A vincere è la calma: è serafico Catalano quando inizia a macinare calcio, quasi distaccato quando si presenta sul dischetto. Il resto è un crescendo arrembante ma lento, non un rock spinto ma una danza leggiadra che schiaccia gli avversari e li mette di fronte all’eliminazione. La ripresa cambia toni, lo fa anche per qualche spintone di troppo prima del tunnel. Il Messina resta freddo, perde lucidità per qualche attimo nel recupero, lo fa solo per rendere tutto ancora più emozionante, col colpo di testa sulla riga del più giovane in campo a salvare una rimonta che resterà indelebilmente clamorosa.
Lourencon 7: può poco sulle reti avversarie, nella ripresa è decisivo su Barlafante. La sua personalità nelle uscite risolve più di un problema.
Biondi 7: ci mette un po’ a prendere la misure della gara, poi diventa un martello instancabile. Il gol è un premio alla caparbietà.
Zappalà 6: soffre tremendamente Tozzi Borsoi, quando il centravanti abruzzese lascia il campo ritrova tranquillità.
Ferrante 6: come per il compagno di reparto l’inizio gara è traballante, poi trova tempi e soluzioni.
Barbera 6,5: nella sua partita, su tutto, c’è il pallone del 3-3 tolto sulla riga quando mancavano non più di una decina di secondi alla fine. Il messinese che salva il Messina.
Amadio 6: prova a mettere ordine nella sua prestazione, non sempre ci riesce. (dal 36′ s.t. Ba sv)
Traditi 8: dominatore della mediana, leader carismatico e migliore in campo. Mesi di errori e prestazioni sottotono cancellate da uno scorcio di stagione di una personalità tanto straripante da oscurare i limiti. Bravissimo.
Catalano 7,5: quando si accende lui inizia un’altra musica. Se il Messina fa gol c’è sempre il suo zampino. Di passaggio tra i dilettanti. (dal 36′ s.t. Marzullo sv)
Cocimano 6,5: tecnica e ordine, gara intelligente e senza nessuna voglia di strafare. (dal 46′ s.t. Selvaggio sv)
Arcidiacono 6,5: tantissimo cuore, tanta corsa ma manca quel pizzico di lucidità. Trova il penalty che riapre i discorsi.
Tedesco 6: di incoraggiamento, non brilla ma gioca una partita di grandissima volontà. (dal 18′ s.t. Bossa 6: entra da ammonito dopo il cartellino beccato nelle discussioni all’intervallo, si gestisce e regala buon ordine al centrocampo)
REAL GIULIANOVA Pagliarini 5; Del Grosso 5,5 (dal 33′ s.t. Gori sv), Fuschi 5,5, De Fabritiis 6, Antonelli 5,5 (dal 26′ s.t. Balducci 5,5); Torelli 5,5, Napolano 6, Ferrini 5,5; Di Paolo 6,5, Tozzi Borsoi 7 (dal 36′ p.t. Lenart 5,5), Fazzini 5 (dal 4′ s.t. Barlafante 6). All. Bolzan 5,5