Messina, nodo panchina: scenari possibili e jolly a sorpresa

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Pubblicato il 12 Giugno 2016 in Primo Piano

Fioccano i contatti in entrata e in uscita. Input bidirezionali da e verso Messina. Al centro di questa partita a scacchi c’è un passaggio chiave da completare al più presto: la scelta del profilo a cui affidare le chiavi della panchina del club giallorosso.

OPZIONI SOMMERSE – L’esito non è affatto scontato. Bertotto è in vantaggio su una pletora di concorrenti, ma questa è solo la punta di un iceberg apparsa all’orizzonte ormai da settimane. Perché sotto c’è un blocco di ghiaccio solo parzialmente visibile, composto da accostamenti noti (Venuto e Cuoghi), da possibilità mai realmente decollate (Rigoli) e da suggestioni tramontate sul nascere, come quella di Imbimbo, ex tecnico del Martina. Il club di Stracuzzi monitora ogni potenziale sviluppo con estrema oculatezza e con passi felpati. Anche perché, al netto dei nomi già emersi, la mossa da cui scaturirà un ventaglio di opzioni concrete è l’incontro a Coverciano tra il neo d.s. Tosto e Lello Di Napoli, ormai ex primo allenatore del Messina con in tasca ancora due anni di contratto. Bertotto vorrebbe sbarcare in riva allo Stretto con lo staff al completo: su questo punto ci sarebbe una totale indisponibilità a trattare da parte dell’ex Pistoiese. Che nella sua visita mordi e fuggi a Messina ha espresso senza filtri la sua idea di calcio e spiegato attraverso quali condizioni di partenza si debba passare per renderla fattibile.

ASTICELLA IN ALTO – I vertici del club hanno assorbito punto per punto la filosofia che fa da sfondo al suo progetto tecnico, condiviso quasi nella sua interezza dal d.g. Villari e da parte dei proprietari. Una cosa è certa: Bertotto resta in pole nella corsa per la panchina del Messina non per caso, ma proprio perché negli uffici del San Filippo si ha ormai piena consapevolezza della necessità di dover mettere mani a un progetto che rimodelli dalle fondamenta il segmento di gestione tecnica. Bertotto, in tal senso, è il candidato che meglio e più degli altri ha manifestato idee chiare e determinazione nel chiedere interventi strutturali per garantirsi la possibilità di lavorare nella miglior condizione possibile. Questo, seppur solo sulla carta, è già un approccio finalizzato ad alzare quella famosa asticella in termini gestionali. Perché non va dimenticato un aspetto: nel corso della passata stagione i due tecnici che si sono avvicendati sulla panchina del Messina hanno lavorato in condizioni non semplici. Ottenendo risultati per nulla scontati, stando alle premesse. Handicap che Bertotto vorrebbe, se non eliminare del tutto, almeno provare a limitare sensibilmente da subito. Un segnale positivo, questo, che va nella direzione di un percorso di crescita necessario sul quale il Messina dovrà instradarsi a prescindere da chi alla fine sederà sulla panchina giallorossa.

I JOLLY DEL MAZZO – Ed è proprio questa presa di coscienza che nelle ultime ore sta ridefinendo le trame che si agitano dietro la partita per la scelta dell’allenatore. Secondo informazioni in nostro possesso, infatti, il d.g. Villari, con il d.s. Tosto e la proprietà, starebbe valutando altre opzioni di una certa caratura. Massimo riserbo sui nomi, l’unica cosa certa è che si tratterebbe di tecnici di spessore per la categoria. Probabilmente Bertotto alla fine riuscirà a spuntarla, ma dovrà essere disposto a fare un ulteriore passo in avanti, quello che sta cercando di compiere il Messina impegnato in queste ore nel tentativo di trovare la migliore soluzione possibile per Lello Di Napoli (probabilmente una rescissione del contratto con tanto di buonuscita), così da liberare e rendere disponibili tutte le caselle dello staff tecnico.

IL PUNTO D’INCONTRO  Bertotto da allenatore ha incasellato in totale quattro partite in Lega Pro. Il suo, quindi, è un libro ancora tutto da scrivere, anche se tre di quei quattro match li ha vinti, conducendo alla salvezza la Pistoiese. Per il Messina, in breve, si tratterebbe di una scommessa, e in tale prospettiva le pretese di chi siede dall’altra parte del tavolo vanno diluite il più possibile. Un po’ quello che ha fatto Vittorio Tosto, che nella sua prima uscita da d.s. ha esternato, tra gli altri, due passaggi cruciali: “Il Messina non è una squadretta di Lega Pro. É un club che ha tradizione e storia, e che merita altri palcoscenici”. E poi ancora: “Chi viene chiamato da questo club, deve scappare. Io ho lasciato moglie e figli, mettendo in secondo piano la mia famiglia rispetto al Messina”.

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